Recensioni
settimanale pinerolese "Monviso"
Ultimo disco del gruppo “Le Malecorde”
Il CD che recensiamo questa settimana, edito dalla casa discografica “Nota Music” di Udine, rappresenta l’ultimo capolavoro artistico del gruppo “Le Malecorde”, composto da Giovanni Battaglino, Lucia Battaglino, Valeria Benigni, Matteo Bagnasco, Paolo Mottura e Emilio Berné, ormai da diversi anni noti al pubblico italiano. La grafica molto affascinante rappresenta l’arte di Paolo Mottura, mentre le foto sono opera del noto fotografo pinerolese Augusto Cantamessa. All’interno degli undici brani del disco, possiamo trovare una musicalità, un interplay molto elevato da parte dei musicisti, con una dinamica dei suoni molto sfarzosa e intrigante, dove fa da sfondo un sentimentalismo fiabesco e magico.
I testi dei brani, composti da loro, ad eccezione di “Preghiera in Gennaio”, del cantautore genovese De Andrè dedicata all’amico Luigi Tenco, e “L’illogica allegria”, del genio musicale di Gaber, rispecchiano il filone poetico-musicale-letterario dei due maestri della canzone d’autore.
In questo senso le Malecorde pensano alla musica, come una possibilità di risveglio della società, dei valori umani, parte integrante dei peccati umani. Ascoltando brani, come “Mano” o “Ballata”, non si può non rimanere attoniti dalla voce maschile, praticamente quasi identica a quella di De Andrè, particolarità che li contraddistingue da tutti gli altri gruppi che seguono lo stesso stile musicale. Sorprendente in brani, come “Quello che mi dici”, (composto insieme a Marco Robino degli Archi torti) “Sono sempre stata così”, la versatilità che tutti i musicisti hanno ed il loro l’affiatamento ritmico, dal fraseggio leggero, basati sulla struttura della canzone popolare. Molto interessanti i brani, come “La stazione” e “Mantello”; quest’ultima racconta di un “cecchino” senza tempo e quindi di tutti i tempi, dove il tocco, a tratti jazz, da parte di Emilio sulla batteria, e la delicatezza del metallofono, scandiscono il tempo in modo armonioso, dando così una pennellata di colore al disco. Alcune canzoni come, “I sogni di Martino”, “La nascita” ricordano temi quotidiani, con una musicalità ed un’improvvisazione creativa elevata, raccontando la storia un bimbo mutilato da una mina antiuomo che sogna e desidera una gamba di legno, che possa ridare senso al suo camminare, al suo andare per il mondo; o la nascita, intesa dal gruppo, come il risveglio delle sensazioni o di emozioni nascoste.
Inoltre è da evidenziare come la presenza del violino all’interno del gruppo, fa riscoprire un’anima folk. Acquistabile nelle librerie e nei negozi di musica di Pinerolo oppure on line sul sito www.nota.it
Buon ascolto!

Ariele Gay